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Puttana di notte


di Jessicatrav90
10.11.2025    |    346    |    4 9.6
"Mi scopa la gola con foga tenendomi stretta per i polsi in modo da non potermi toccare..."
Ho sempre cercato maschioni over cinquanta, di quelli rudi, maschi e con il cazzo grosso e possente. Di quelli che mi prendono e mi usano a loro piacimento. Quelli che comandano e mi ordinano di stare in ginocchio a leccare le loro palle.
Ho sempre visto questa mascolinità negli uomini più grandi di me fino a quando non ho incontrato Lui, il ragazzo che avrà avuto massimo ventitre anni.
Poco più alto di me, moro, muscoloso, tatuato e con sguardo e atteggiamento arrogante. L’ho incontrato durante una delle mie uscite notturne.
Sarà stata circa mezzanotte e io stavo passeggiando vicino alla mia macchina in un parcheggio. Indossavo la minigonna, i tacchi, magliettina corta con il reggiseno e una parrucca bionda a caschetto. Mentre passeggiavo ripensavo ai due maschi incontrati e succhiati poco prima. Due bei maschioni con un cazzo importante che mi avevano appena devastato la bocca. Mentre passeggiavo pensavo ai loro cazzi e non mi sono accorta dei fari che mi puntavano.
Quando li ho visti ho pensato subito di nascondermi in macchina ma poi ho cambiato idea, volevo restare lì, farmi vedere dalla persona o dalle persone in macchina. Mi accendo una sigaretta e inizio a guardare verso la macchina che intanto si avvicina. Parcheggia di fianco a me e scende lui. Il ragazzo arrogante.
Senza neanche salutare mi chiede se sono una troia, rispondo di sì. Mi dice che non ha soldi e gli rispondo che sono una troia per passione, non voglio soldi, voglio solo il cazzo.
Così scende dalla macchina con un sorriso sadico stampato in faccia, tira giù la zip dei jeans e fa uscire un cazzo enorme, bellissimo. Largo, lungo e grosso. Non era ancora del tutto duro anche se era già a buon punto. Mi ordina di annusarlo senza toccarlo. Io sorrido, mi inginocchio e avvicinandomi al suo cazzo ne sento il profumo. Un’aroma buonissimo. Appoggio la mani alle sue cosce muscolose, lui me le prende e le porta al suo corpo. Sentivo i suoi muscoli, gli addominali e sentivo dentro di me un brivido.
Il brivido della troia femmina che sta uscendo. Quel brivido che provo ogni volta che sono in ginocchio ai piedi di un uomo ma questa volta era diverso. Lo sentivo più forte. Non avevo altro in testa. Mi ero dimenticata di essere in un parcheggio, di essere all’aperto. Avevo solo in mente lui, il suo corpo e il suo cazzo che stavo continuando a respirare senza toccarlo.
Lui lo sa. Sa di avere il controllo e fa un altro sorriso beffardo. Mi ordina di aprire la bocca e ci sputa dentro. Io emetto un gemito e mi ordina di ingoiare la sua saliva. Lo faccio. A quel punto mi spalma la sua cappella enorme sulle labbra un paio di volte fino ad affondare nella mia gola. Mi scopa la gola con foga tenendomi stretta per i polsi in modo da non potermi toccare. Mi mancava il respiro ma resistevo. Dopo diversi minuti di questo trattamento mi prende per il collo e mi alza. Mi dà un bacio. Un bacio bellissimo.
Mi sentivo completamente sua.
Mi gira e mi piega sul cofano della macchina, indossa il preservativo, mi sputa sul culetto e dopo averci infilato due dita entra con il suo cazzone. Mi faceva male ma ho resistito. La voglia era troppa. La goduria era troppa. Lui era troppo. Il ritmo dei suoi affondi aumentava sempre di più. Mi stava scopando come una puttana e mi teneva ferme le mani perché avevo il divieto di toccarmi. Dopo diversi minuti di passione e fuoco mi dice che vuole sborrarmi in gola. Senza darmi neanche il tempo di pensare esce da me, mi da uno schiaffo nel culo, mi gira, mi da uno schiaffo in faccia e mi rimette in ginocchio. Mi sputa in faccia mentre si toglie il preservativo, mi ficca il cazzo fino in gola e affonda sempre di più. Faticavo a respirare e lui mi schiacciava la testa sul suo cazzo sborrando direttamente dentro la mia gola obbligandomi ad ingoiare. Stavo affogando quindi dovevo ingoiare. Esce da me, mi sputa di nuovo in faccia e mi da uno schiaffetto sorridendo. Poi sale in macchina e se ne va. Io ero ancora in ginocchio che tossivo. Finalmente posso toccarmi e vengo. Vengo tanto sulla mia mano e ingoio anche la mia.
Pensavo di trovare uomini rudi solo tra quelli più grandi di me ma mi sbagliavo. Indipendentemente dall’età, evviva il cazzo
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